All’intervistatore che gli fa osservare che la Lega continua a sostenere che non si devono spendere soldi in armi ma per i bisogni degli italiani, risponde: “Intanto, non si tratta di comprare carrarmati, si tratta di cybersicurezza, di innovazione. Poi, una quota dovremo necessariamente spenderla, perchè l’obiettivo del 2% del Pil da destinare alla Nato lo abbiamo accettato tutti, a partire dal governo Conte che lo approvò. E va anche detto che se si vuole mantenere un rapporto con Trump, è lui stesso che lo pretende. Diverso è il resto”. Secondo Foti “rafforzare la difesa è un obiettivo che si potrà raggiungere anche tramite l’introduzione di piani di garanzia pubblica per il finanziamento degli investimenti sia nell’industria della difesa sia nei settori tecnologici, logistici e infrastrutturali, così come proposto dall’Italia in sede Ecofin dello scorso 11 marzo”. Poi, aggiunge: “Può assolutamente accadere che su grandi temi ci siano convergenze da parte dell’opposizione, anche noi siamo stati 5 anni all’opposizione ma su Ucraina e scostamento di bilancio per il Covid votammo con il governo. Non perdiamo tempo a immaginare stranezze o sostituzioni o aggiunte, il governo va avanti e lo fa bene. Sarebbe bene che tutti evitassero di alzare la tensione, di cercare il male assoluto per farne una guerra politica, e stessero ai fatti. Non è che gli Usa sono cattivi perchè c’è Trump o buoni quando c’era Biden. Restano un alleato fondamentale”. “Mantenere i nervi saldi – sottolinea Foti – non significa essere deboli, così come mettersi l’elmetto prima che la guerra sia dichiarata è controproducente. E comunque una cosa è certa: sono stati altri i governi che si sono messi a cuccia di fronte a richieste straniere, non lo è il nostro”. “Trump – aggiunge – ha minacciato dazi anche alla Russia se dovesse ostacolare l’accordo per arrivare poi alla pace, e sull’Iran ha detto che potrebbe passare ai bombardamenti e dazi secondari se vanno avanti con lo sviluppo dell’arma nucleare”. “Pare evidente – fa osservare – che i dazi diventano un’arma di trattativa di Trump, e per questo prima di reagire l’Europa deve individuare quale sia la strategia migliore. Grandi economisti sostengono che i dazi commerciali sarebbero un’arma a doppio taglio, colpirebbero anche gli Usa. Vediamo esattamente in cosa consistono le misure che vuole prendere l’amministrazione americana e l’Europa risponda poi con equilibrio, razionalità, mostrandosi aperta al confronto. Anche in Italia: non alimentiamo agitazione nell’opinione pubblica, perchè i danni non sarebbero per il governo, o non solo, ma per il Paese. E all’Italia dobbiamo pensare”.
– foto Ipa agency –
(ITALPRESS).
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